Come organizzare un corso di cucina per turisti
La cucina italiana è tra le più apprezzate al mondo e sicuramente questo è uno dei motivi per cui gli stranieri visitano l’Italia.
Ma anche gli italiani adorano cucinare, come testimoniano le numerose trasmissioni televisive in onda su questo argomento.
“Per alcuni, l’enogastronomia è l’elemento centrale della propria esperienza turistica, il driver che stimola a visitare una destinazione. Per altri, invece, è un elemento accessorio ma che contribuisce a migliorare l’esperienza del viaggio. Infatti, oltre l’80% dei turisti leisure afferma che queste sono importanti per la soddisfazione generale (Stone & Migacz, 2016).”
– Matthew J. Stone, California State University, Rapporto sul turismo enogastronomico Italiano 2020
Per queste ragioni, se hai una struttura ricettiva, offrire un’esperienza legata al cibo può essere un ottimo modo per rendere la tua struttura più appetibile (è proprio il caso di dirlo!) ai potenziali ospiti.
Un report di TripAdvisor infatti indica che c’è stata una crescita del 51% per quanto riguarda le prenotazioni di corsi e lezioni di cucina attraverso la loro piattaforma, a conferma di una tendenza che potrebbe durare a lungo.
Inoltre, i corsi di cucina possono aiutarti ad allungare la stagione, un aspetto non da poco.
Adesso che hai capito PERCHÉ inserire un corso di cucina nella tua offerta è una buona idea, cerchiamo di rispondere alle altre domande che potresti avere sull’argomento:
- DOVE: come sono i tuoi locali e il territorio circostante?
- CHI: qual è il tuo cliente ideale?
- COME: quali modalità scegliere?
- QUANDO: quali sono la durata, tempistiche e stagioni adatte per te?
Per farmi aiutare, ho intervistato Alessandra Lauria, che di lavoro organizza corsi di cucina italiana. Clicca qui sotto per ascoltare l’intervista per il podcast ‘Il piacere di ospitare’.
Organizzare corsi di cucina: la location
Partiamo dalle basi ovvero lo spazio in cui si terranno le lezioni:
- Puoi ottenere le autorizzazioni necessarie? Interpella la ASL e il comune di riferimento.
- La tua cucina è abbastanza capiente per accogliere un gruppo di persone?
- In alternativa, hai a disposizione uno spazio ampio dove poter organizzare le lezioni?
- O puoi magari riposizionare gli elementi d’arredo per facilitare il movimento di diverse persone?
Solo dopo aver passato in rassegna quello che hai a disposizione potrai proseguire verso le altre fasi.
È infatti inutile fissarsi su un’idea se poi, nella pratica, è difficile da realizzare. Molto meglio modellare un’idea sulla base di quelli che sono gli eventuali limiti, in modo da non scontentare nessuno.
Per esempio, se lo spazio è poco, potresti decidere di offrire solo lezioni di cucina di coppia, così sarete in tre al massimo dentro il locale. Oppure di fare lezione di barbecue all’aperto.
Oggigiorno nessuno si aspetta di fare lezione in una cucina professionale con una postazione per ciascun partecipante. Durante una vacanze le persone cercano di essere ‘cittadini per un giorno’ e preferiscono un’esperienza informale, per cui le opzioni tra cui scegliere possono essere molte.
A chi si rivolgono le tue lezioni di cucina?
“A chiunque sia disposto a pagare!” ti sento rispondere! Hai ragione, ma questo è un ragionamento sbagliato in cui si incappa spesso quando si offre un servizio che potrebbe potenzialmente interessare a tutti.
La verità è che scegliere quale taglio dare alla tua offerta ti aiuta a vendere più facilmente, perché hai più argomenti a tua disposizione per convincere le persone a comprare.
Facciamo un esempio concreto. Se sto cercando delle lezioni di cucina di coppia a Roma e trovo la tua offerta di una lezione romantica nel quartiere Monti sono più propensa a prenotare piuttosto che chiedere ad un’altra struttura che fa lezioni di gruppo se possono accomodare la mia richiesta. Al contempo, se sto pianificando un viaggio per 2 e mi metto a cercare una lezione di cucina, senza specificarne le caratteristiche, quando vedo la tua lezione romantica nel quartiere Monti potrei comunque prenderla in considerazione, anche se inizialmente non ci avevo pensato, perché effettivamente sto viaggiando con la mia dolce metà e l’idea potrebbe piacere a entrambi.
Questo approccio può anche aiutarti ad emergere nelle varie piattaforme e aggregatori come Airbnb Experiences, soprattutto quando si offre qualcosa di unico.
Decidere a chi rivolgersi dipende dal tipo di struttura e dal contesto. Ricordi la favola di Riccoli d’Oro? Una bambina entra in una casa di 3 orsi e prova tutte le loro cose, ma solo quelle del piccolo orso erano giuste per lei. Ecco, anche nel tuo caso dovrai trovare la giusta misura: restringere troppo il campo potrebbe essere controproducente, allargarlo troppo pure. Per questo puoi anche decidere di offrire esperienze diverse, rivolte a tipi di persone differenti (senza passare da un estremo all’altro però!).
Ecco qualche idea per darti l’ispirazione:
- Lezioni di cucina solo per famiglie (puoi segmentare ancora di più in base all’età)
- Lezioni di coppia
- Lezioni incentrate su un solo ingrediente
- Lezioni incentrate su una sola modalità di cottura (es. barbecue)
- Lezioni che ripropongono piatti della tradizione in chiave vegana
- Lezioni per chi ha allergie o segue diete particolari
- Lezioni dedicate al Natale, alla Pasqua e simili
Come impostare le tue lezioni di cucina
La location e il tipo di persone a cui ti rivolgi, come abbiamo visto, influenzano senz’altro come svolgerai le lezioni.
Per questo, occorre fare una valutazione anche sul menù che vuoi proporre. Tieni di conto:
- del numero medio di persone per ogni lezione
- del grado di difficoltà di ciascun piatto
- dei limiti del locale dove terrai la lezione
- del meteo e la stagionalità
Per esempio, se la postazione fornelli è piccola, puoi proporre piatti che non devono essere cucinati (o che hanno tempi di cottura brevi), che sono perfetti per località in cui fa caldo per gran parte dell’anno.
Se hai tanti ospiti stranieri potresti avere dubbi riguardo al menù: proporre i piatti più famosi o restare fedeli alla propria località?
Sicuramente la seconda opzione, anche se con qualche accorgimento.
Infatti, i social media e la TV hanno ormai accorciato le distanze e molte delle ricette tradizionali adesso sono conosciute anche ai più. “Eh ma non sono proprio uguali uguali a quelle che faceva mia nonna” ti sento dire – è vero, ma comunque è già un passo avanti rispetto ad anni fa, perché molti turisti arrivano con un’infarinatura sommaria di quella che è la cucina di un luogo.
Sarebbe poco saggio quindi proporre una carbonara in Piemonte, al tempo stesso però bisogna capire che in molti casi i palati degli stranieri potrebbero non essere abituati a certi gusti e preparazioni, perciò conviene selezionare le ricette con un po’ di criterio. Molto dipende anche dal tipo di ospiti che si hanno: sono degli esperti, appassionati dell’Italia? O è la loro prima volta in Italia? È probabile che vogliano due cose diverse.
Per tenere il polso sulle tendenze culinarie estere, puoi seguire Jamie Oliver, Ina Garten, Giada de Laurentiis e Nigella Lawson.
Definisci perciò il livello di interattività di ciascuna lezione e anche come vuoi allestire lo spazio. Ad esempio, potresti far trovare un grembiule personalizzato con il tuo logo per ciascun ospite, che possono poi portare a casa con loro. Oppure mettere a disposizione dei fogli o taccuini per prendere appunti.
Una cosa sicuramente non deve mancare sono le ricette! Puoi stamparle o distribuirle in versione digitale, dipende dal tipo di esperienza che vuoi/puoi offrire.
Lavorare con dei collaboratori
Di seguito un breve vademecum dedicato a chi non si occuperà in prima persona di insegnare ma ingaggerà una o più persone per farlo.
- Cerca qualcuno che abbia carisma! Da questo dipende il successo della lezione. Una persona può saper cucinare bene ma se non sa essere coinvolgente, sarà molto difficile che i tuoi ospiti si divertano.
- Specifica bene quali siano le sue mansioni: chi si occuperà della spesa? Chi pulirà? E così via …
- Non occorre che sappia una seconda lingua a menadito, ricorda che gli stranieri vogliono un’esperienza che non possono avere a casa loro! Un’eccezione va fatta per gli ospiti russi, coreani e cinesi, che invece richiedono (non sempre ma spesso) un buon livello di conoscenza della loro lingua.
- Patti chiari amicizia lunga! I social giocano un ruolo importante durante una lezione di cucina. Se vuoi che gli ospiti inseriscano solo il tag della tua struttura devi specificarlo nell’accordo che prendi con i collaboratori, altrimenti sono liberi di farsi pubblicità come meglio credono.
- Patto di non concorrenza: il collaboratore può lavorare anche per altre strutture? Se si, ci sono dei limiti? Rifletti un attimo su questi punti e non fidarti solo di una stretta di mano.
Le stagioni e gli orari migliori per organizzare un corso di cucina
Parliamo di tempo da due punti di vista: la durata delle singole lezioni e la stagionalità.
Iniziamo proprio da quest’ultimo: puoi organizzare corsi di cucina tutto l’anno, l’unico periodo “sbagliato” è quello in cui il cliente a cui ti rivolgi non può venire da te.
Facciamo un esempio. Se hai deciso di offrire solo lezioni di cucina per famiglie, il 15 di settembre faticherai a trovare dei clienti perché molti bambini rientrano a scuola. Per questo, come già menzionato sopra, conviene diversificare seppur mantenendo un fil rouge nelle varie proposte.
Altro esempio? Proporre una lezione su gli stufati ad agosto, quando vorremmo mangiare solo ghiaccioli. Tieni di conto quindi della stagionalità da tutte queste prospettive e valuta se offrire i corsi di cucina solamente in un periodo dell’anno.
Riguardo a questo punto, abbiamo detto che organizzare corsi di cucina ci può aiutare a lavorare di più anche nelle stagione tradizionalmente “morte” (destagionalizzazione) ma in concreto come si fa? Come sempre la risposta è: dipende!
Se ci si trova in una città d’arte sarà più facile avere un flusso costante di ospiti, mentre destinazioni più invernali o estive faticheranno. In questo caso quello che puoi fare è organizzare delle settimane a tema (dette anche retreat), magari in partnership con un influencer – ma non pensare alla Ferragni, piuttosto individua chi ha saputo creare una community intorno a sé raccontando il cibo del tuo territorio (o semplicemente quello italiano). Durante queste settimane gli ospiti possono fare delle attività stabilite, tra cui tante lezioni di cucina, escursioni e altro.
Per quanto riguarda invece le singole lezioni, sceglierne la durata dipende ancora una volta dal contesto. Chi si trova in una città d’arte può valutare delle lezioni “mordi e fuggi” mentre chi si trova in luoghi più isolati dovrebbe mettere in conto 3-4 ore incluso il pasto. Puoi accorciare se i tuoi ospiti vogliono passare tutta la giornata fuori, in quel caso cerca di proporre una lezione “light” per l’ora di cena che sia gestibile anche con la stanchezza addosso.
Promuovere le tue lezioni di cucina
Eccoci all’ultimo punto! Se hai seguito tutte le indicazioni elencate finora lo sai che sei già a metà strada? Un prodotto ben pensato ti aiuta a vendere!
Adesso che hai una lezione di cucina rivolta ad un tipo di clientela precisa, con un taglio originale e tutto tuo (perlomeno in zona), devi farti trovare dalle persone giuste.
Puoi agire su più fronti: pubblicare il tuo corso su uno dei tanti aggregatori come TripAdvisor, Viator e Airbnb Experiences, ma anche invitare degli influencer selezionati a parteciparvi.
L’importante è lavorare bene per non dover dipendere da nessuno dei due. Questo significa massimizzare le opportunità per pubblicità “gratis” sui social e incentivare il passaparola. Per il primo punto, pensa a tutto quello che puoi fare per far venire voglia alla persone di scattare una foto e metterla sui social. Puoi mettere un cartello con i tuoi riferimenti social, delle tovagliette personalizzate, uno fondale fotografico ma più semplicemente devi avere la faccia tosta di chiedere alle persone di scattare delle foto!
A fine lezione lascia poi uno sconto che possono utilizzare per tornare una seconda volta o da dare agli amici. Questa o iniziative simili ‘porta un amico’ ti aiuteranno ad avere più clienti diretti.
Siamo giunti finalmente alla fine! Che dici, proverai a organizzare un corso di cucina? Io spero di sì e se vuoi farmi sapere come è andata, mandami una mail!